Gentile Dottore, ho 47 anni e 5 anni fa ho subito un infarto trattato con angioplastica e ormai recuperato. Svolgo attività sportiva a livello amatoriale 3 volte a settimana con corsa e nuoto senza mai nessun sintomo. Ho effettuato di recente un ecg da sforzo al treadmil, con raggiungimento di un carico massimo di 16 METZ, 151 bpm e 160/100 di pressione arteriosa, assenza di aritmie e nessun sintomo. L’esito è stato un ecg normale ma con la comparsa al max sforzo di un sottoslivellamento del tratto st orizzontale di 1,7 mV. Volevo sapere fino a che entità tali sottoslivellamenti del tratto st possono considerarsi normali e se tali variazioni possono essere dovute a cause esterne a quelle cardiache. Grazie. Cordialità.
Buongiorno,
volevo chiedere quali integratori sono indicati, in caso di stanchezza fisica, per una donna di 87 anni, che assume coumadin.
grazie e buon lavoro
Adele Contino
Buon giorno
vorrei porre una domanda , io ho avuto 5 bypass e sostituzione di valvola mitralica (meccanica)
da 5 anni. Tutto e’ ok , ma il mio prblemino e’ un altro.
Soffro di gotta e i miei acidi urici sono alti rispetto alla norma tra 8 e 9, il medico mi dice che dovrei prendere allopurinolo per abbassarli , ma io sono molto titubante perche’ non mi pare che tale prodotto abbia una buona interazione con Coumadin
Io cerco di tenermi a dieta ma ha volte ( diciamo) una volta anno attacco di gotta mi viene, e fa’ male.
Ora gentilmente vorrei chiedere se esiste un altro prodotto che interagisca bene col coumadin e non dia particolare problemi su fegato e reni.
inoltre gentilmente vorrei sapere quali antinfiammatori e antidolorifici posso prendere partendo dal presupposto che il paracetamolo mi fa’ quasi nulla.
Ringrazio anticipatamente
p.s. mia mail per risposta pierotto56@libero.it
Salve,
sono una figlia preoccupata e le spiego il perchè. Mio padre ha avuto un infarto 1 anno fa mentre era al lavoro fuori città. Andò al pronto soccorso del luogo, rifiutò lì il ricovero e il giorno dopo, stando bene, venne ricoverato in una clinica privata qui nella mia città. Tutto andò per il meglio, sebbene in un caos generale. Tutto passò veloce e lui sembrava stesse benissimo, i buoni propositi erano stati messi in atto, stava attento al cibo e smise di fumare. Nei mesi successivi al post ricovero però dopo una crisi familiare avuta con mia madre, mio padre ha iniziato a manifestare i primi sintomi depressivi fino ad avere veri e proprio attacchi d’ansia e di panico, preoccupazione eccessive nei nostri confronti e la paura di non andare più a lavorare fuori (il che gli crea altro disagio con il datore di lavoro e quindi ancora ansia e preoccupazioni). Tale paura è dovuta alla possibilità di un secondo infarto e alla paura, anche se lui non lo esplicita, di lasciare mia madre. Intanto abbiamo eseguito vari accertamenti in quanto lamentava anche dolori toracici, ma il cuore sta alla grande e abbiamo pensato sia un problema appunto mentale. Dunque ha incontrato uno psichiatra che ha prescritto dei farmaci per gli attacchi d’ansia e un altro che facilita il sonno. Comunque i sintomi e il suo stato d’animo non sembrano essere migliorati. Mia madre non vuole che continui o che esageri con la terapia, in quanto lui afferma che gli sono necessari ma a mio avviso non fanno l’effetto sperato se non ci metti la volontà di guarire, infatti sembra proprio che lui non voglia stare bene, pare che non ha la forza di lottare, ed è lì fermo, sperando che gli passi tutto così come gli è venuto. Ed è questo il motivo che più ci preoccupa, per il quale le sto scrivendo chiedendole un consiglio.
La ringrazio e attendo una sua risposta
Salve,
sono una figlia preoccupata e le spiego il perchè. Mio padre ha avuto un infarto 1 anno fa mentre era al lavoro fuori città. Andò al pronto soccorso del luogo, rifiutò lì il ricovero e il giorno dopo, stando bene, venne ricoverato in una clinica privata qui nella mia città. Tutto andò per il meglio, sebbene in un caos generale. Tutto passò veloce e lui sembrava stesse benissimo, i buoni propositi erano stati messi in atto, stava attento al cibo e smise di fumare. Nei mesi successivi al post ricovero però dopo una crisi familiare avuta con mia madre, mio padre ha iniziato a manifestare i primi sintomi depressivi fino ad avere veri e proprio attacchi d’ansia e di panico, preoccupazione eccessive nei nostri confronti e la paura di non andare più a lavorare fuori (il che gli crea altro disagio con il datore di lavoro e quindi ancora ansia e preoccupazioni). Tale paura è dovuta alla possibilità di un secondo infarto e alla paura, anche se lui non lo esplicita, di lasciare mia madre. Intanto abbiamo eseguito vari accertamenti in quanto lamentava anche dolori toracici, ma il cuore sta alla grande e abbiamo pensato sia un problema appunto mentale. Dunque ha incontrato uno psichiatra che ha prescritto dei farmaci per gli attacchi d’ansia e un altro che facilita il sonno. Comunque i sintomi e il suo stato d’animo non sembrano essere migliorati. Mia madre non vuole che continui o che esageri con la terapia, in quanto lui afferma che gli sono necessari ma a mio avviso non fanno l’effetto sperato se non ci metti la volontà di guarire, infatti sembra proprio che lui non voglia stare bene, pare che non ha la forza di lottare, ed è lì fermo, sperando che gli passi tutto così come gli è venuto. Ed è questo il motivo che più ci preoccupa, per il quale le sto scrivendo chiedendole un consiglio.
La ringrazio e attendo una sua risposta
mio papa che ha 84 anni usa ,da tantissimi anni, una terapia per evitare il ritorno della fibrillazioneastriale che ha avuto in passato in qualche occasione. assume eliquis, amiodarone, pastiglia per ipertensione e simvastina (questa solo da qualche anno) ma da qualche anno che ha mancanza di memoria e confusione. La risonanza magnetica celebrale e’ perfetta e quindi si pensa ad una interferenza di un farmaco. Sta provando ora da dieci giorni a non assumere più la statuina, secondo lei potrebbe essere qualche altro farmaco che gli dargli problemi. grazie
Buonasera
Ho 52 anni ho avuto episodi parossistici di febrillazione atriale isolata sempre risolta con flebo di fleccanide al pronto soccorso. Ho fatto tutti i controlli e il cuore é sano pratico escursionismo da circa tre anni e alcuni giorni fa di notte si é presentata di nuovo la fibrillazione atriale dopo nove anni dall’ ultimo episodio e questo é il quinto.La domanda è se posso continuare a fare escursionismo anche con dislivelli importanti e se si puo’prendere in considerazione l’ablazione.
Grazie
Giordano
Buongiorno dottore,
mi hanno sostituito la valvola cardiaca diversi anni fa con una meccanica.
Dopo anni di uso, il coumadin mi provoca spesso, quasi annualmente, emorragie con ricoveri, trasfusioni di sangue. Un paio di volte sono stato a rischio perchè le emorragie erano abbondanti.
E’ possibile sostituire il coumadin con il pradaxa per chi ha subito la sostituzione della valvola cardiaca con una meccanica?
Grazie
buongiorno, prendo ina pillola di ISOPTIN da 80 ogni giorno, ho riscontrato che mi da una tremenda stitichezza,c’è un rimedio per ovviare a questo inconveniente? ringrazio in anticipo e distintamente saluto
chiedevo gentilmente di sapere se e´possibile guarire da cardiomiopatia dilatativa, con sconpenso cardiaco,
e siccome ho FE bassa al 30 , chiedevo se e´
possibile che possa aumentare e se cé´cura,,grazie
,ero anche affetto da fibrillazione atriale,,ma e´scomparsa da sola dopo terapia di cordarone,,,
ricordo che ho 52 anni e la patologia mi e´stata diagnosticata 3 anni fa, chiedevo anche: con la fibrillazione atriale prendevo coumatin,,adesso ho sospeso,,siccome ho anche cardiomiopatia dilatativa con scompenso cardiaco,mi conviene riprendere coumatin??o non ne ho bisogno??