• ASSOCUORE – Associazione Cesenate per la lotta contro le Malattie di Cuore ODV

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coumadin

gentile dottore,mia madre 61 anni circa 5 mesi fa ha avuto un angioplastica alla coronaria destra,con esiti ischemici dopo l intervento con emiparesi sx,tsa al 45%,affetta da diabete,ipertensione,in terapia con olpress10mg,libradin10,cardioaspirin,plavix e torvast 20.ritornando in visita il cardiologo ha fatto fare un ecg delle 24 ore che prima dell intervento non hanno fatto ed èrisultato un evento run di tachiaritmia da fibrillazione atriale e qua il cardiologo dice che l ischemia sia dovuta piu a questa che ai tsa e abbiamo sospeso cardioaspirin,libradin e mi ha prescritto coumadin e isoptin secondo lei è giusta la terapia?che rischi corre mia mamma?grazie

placche coronariche recidivanti

Egr.dottore,

Volevo cortesemente chiederle qualche consiglio.
Da 3 anni sono alle prese con una cardiopatia ischemica che non mi dà tregua. Ho 62 anni, non ho mai avuto nessun fattore di rischio (mai fumatore, ho: glicemia 95, pressione 120/70, normopeso, nessuna ereditarietà relativa a malattie cardiovascolari, colesterolo non in trattamento: totale 170, HDL 40, trigliceridi 130, LDL sui 100, per mantenere ancora più basso il colesterolo, da tre anni sono in trattamento con crestor 20 mg per cui è stato ridotto a: col. totale 140, HDL 57, trigliceridi 88, LDL 64, cammino a passo svelto per almeno un’ora al giorno).
Ciò nonostante, sono diventato improvvisamente produttore di placche spontanee nelle coronarie. Sono portatore di 5 stents. Purtroppo si ripara una lesione su una coronaria e dopo qualche mese si forma un’altra lesione su un’altra coronaria che prima era esente.
Tutto è cominciato tre anni fa: improvvisamente cominciai ad accusare sintomi particolari che io chiamo “premonitori”: sensazione di respirare aria fredda e dispnea con nodo alla gola. Avevo la discendente anteriore sinistra quasi tutta occlusa, con una stenosi del 100% nel tratto prossimale (impiantato uno stent DES), con una stenosi del 90% nel tratto medio (impiantato due stent DES) e con una stenosi del 70% nel tratto distale (trattato con POBA). La discendente, era stata alimentata a ritroso grazie a un circolo collaterale della coronaria destra. Alle dimissioni mi fu data come terapia: plavix 75 mg 1 cp/die – cardioaspirin 100mg 1cp/die, a cui sono stati aggiunti il crestor 10 mg 1 cp/die – pantorc 20 mg 1cp/die, e atenol 100 mg 1cp/die. Al controllo coronarografico del settembre 2008 veniva riscontrata l’occlusione del tratto distale precedentemente trattato con POBA, con riabilitazione da collaterali di coronaria destra.
Nel frattempo, continuavo sempre la terapia suindicata ad eccezione dell’atenol che mi venne sostituito con il corlentor 5 mg 2 cp/die perché mi dava problemi di ipotensione. Nel novembre 2009 mi si ripresentano i miei sintomi premonitori innanzi descritti per cui mi sottoposi a ecostress che risultò negativo.
Persistendo i miei sintomi, mi sottoposi a scintigrafia che risultò positiva, indi a coronarografia nel dicembre 2009 (allegato3) con impianto di un nuovo stent per stenosi del 75% del ramo intermedio che prima era esente. Ho continuato sempre a fare la terapia suindicata.
Nel settembre 2010 mi sono sottoposto a coronarografia di controllo e mi viene riscontrata una iperplasia di grado moderato nel punto di impianto dello stent del dicembre 2009 e due stenosi del 40% (tratto prossimale e distale) sulla coronaria destra che prima (a dicembre 2009) era esente da lesioni.
All’inizio del mese di novembre 2010, ho cominciato ad avvertire nuovamente i miei soliti sintomi premonitori: sensazione di aria fredda, nodo alla gola e dispnea.
Avevo paura che si trattasse di accrescimento delle due stenosi della coronaria destra che probabilmente, dal 40% potevano essere arrivate a un punto critico anche se questa mia ipotesi mi sembrava assurda in quanto erano passati meno di due mesi dalla diagnosi del 22 settembre 2010.
Ricoverato nuovamente in emodinamica, a metà dicembre 2010, mi veniva impiantato un nuovo stent in sede prossimale della coronaria destra per stenosi del 70%. L’altra stenosi sempre sulla stesa coronaria destra era del 50% e non è stata trattata.
Ciò che io da laico e da incompetente vedo di importante non è tanto il nuovo intervento di angioplastica, quanto l’andamento temporale della progressione della placca che diviene sempre più rapida col passare del tempo.
Infatti, sia la stenosi in zona prossimale che quella in zona distale, al 15 dicembre 2010, hanno incrementato in modo significativo il volume che avevano in data 22 settembre 2010, passando la prima dal 40% al 70% e la seconda dal 40% al 50%.
E tutto questo è avvenuto in meno di tre mesi, in trattamento doppio antiaggregante ed in assenza TOTALE di fattori di rischio.
(probabilmente questo incremento è avvenuto in appena 35 giorni in quanto a fine ottobre ho cominciato ad accusare i miei sintomi premonitori)
Nel ramo intermedio invece, sempre in questo stretto lasso di tempo alla iperplasia già nota in corrispondenza dello stent impiantato nel dicembre 2009, si è aggiunta una ateromasia diffusa.
Rilevo che, mentre negli interventi del passato dopo due minuti dall’angioplastica ero completamente libero dai miei “sintomi premonitori”, stavolta mi sento solo parzialmente libero. Sarà forse perché è rimasta da trattare ancora l’altra stenosi in sede distale (al 15/12/10 al 50%) che probabilmente sta avanzando e a breve sarà in zona critica.
Mi dispiace solo che nelle condizioni attuali, ho perso l’unico segnale valido (sintomo premonitore) che avevo per individuare una stenosi vicino all’80%.
Adesso, essendo persistente il sintomo (anche se di intensità inferiore), mi crea confusione e penso che sarei in forte difficoltà ad identificare in modo univoco un problema imminente.
Non so perché non mi abbiano trattato anche la stenosi distale del 50%, forse perché non è previsto dal protocollo. Avrei voluto che mi fosse trattato per evitare a breve altra coronarografia (che non so quando fare per anticipare un eventuale infarto) anche perché sto assorbendo un sacco di radiazioni ionizzanti che volevo per quanto possibile limitare (sono anche allergico al mezzo di contrasto).
Ho chiesto se fosse il caso di fare una indagine sulla composizione della placca attraverso un IVUS o un OCT, ma mi hanno detto che erano esami non necessari.
Non so se il problema è da considerarsi ancora “cardiologico” perché con l’angioplastica si agisce a valle, con interventi non definitivi, temporanei e il problema sembra essere a monte. Sarebbe forse opportuno uno studio presso un centro dove si eseguano ricerche in modo completo sull’aterosclerosi, su disfunzioni metaboliche o su problemi di genetica per conoscere almeno le cause di questi problemi per tentare di rallentare almeno un pò questo processo degenerativo?
E’ possibile che si tratti di una infiammazione endoteliale, oppure che non metabolizzi gli antiaggreganti, oppure che si tratti di una reazione di tipo autoimmune?
Saprebbe darmi qualche indicazione presso quale centro posso fare queste indagini in modo completo?
Non vorrei perdere altro tempo che credo sia molto prezioso.
Sarei disposto a tutto, ad andare presso qualsiasi centro, pur di avere qualche minima certezza, positiva o negativa che sia. La cosa peggiore è l’incertezza, l’indecisione.
Le devo confessare che sebbene sono molto disorientato non mi sono ancora arreso e continuo a fare ciò che le mie piccole forze mi consentono di fare senza nessuna pretesa.

(attualmente sono in terapia con cardioaspirin 100mg 1cp/die – efient 10mg 1cp/die (che assumo da fine novembre 2010 in sostituzione del plavix) – eskim 1000 1cp/die – crestor 20mg 1cp/die – congescor 2,5mg 1/2 cp/die – pantoprazolo 20mg 1 cp/sera come protettore gastrico)

Grazie infinite
Cordiali Saluti
Franco Perrone

trobosi cardiaca

mio marito ha un trombo al cuore e deve assumere il coumadin, ho letto gli alimenti che non dovrebbe assumere ma vorrei sapere se può mangiare legumi come fagioli bianchi, pisellini ecc… e patate, da tenere presente che l’INR si aggira intorno a 1,86.
La ringrazio aspettando una Sua risposta

plavix non risponde

Egr.Dottore,
Volevo cortesemente chiederle qualche consiglio. Da 3 anni sono alle prese con una cardiopatia ischemica. Ho 62 anni, non ho nessun fattore di rischio(mai fumatore, non ho: diabete, ipertensione, ereditarietà, obesità, colesterolo).Ciò nonostante, sono diventato improvvisamente produttore di placche spontanee nelle coronarie. Sono portatore di 4 stent. Purtroppo si ripara una lesione su una coronaria e dopo qualche mese si forma un’altra lesione su un’altra coronaria che prima era esente. Se si tiene presente che sono in trattamento doppio antiaggregante a vita con cardioaspirin 100 mg/die e plavix 75 mg/die, si evince che questa terapia dà pochi benefici, anzi, sembra essere acqua fresca. Le placche ateromasiche continuano indisturbate a proliferare come i funghi.
Molto probabilmente non rispondo alla terapia, ossia sono un “non responder”, al clopidogrel. Pertanto volevo cortesemente chiederle, in questi casi, cosa sarebbe opportuno fare:
– aumentare il dosaggio della cardioaspirin o del plavix, o integrare la terapia con altri farmaci,
– fare uno switch sul prasugrel (efient) da poco in commercio che dovrebbe essere più efficace del plavix anche se potrebbe dare più problemi di sanguinamento,
– come si potrebbe accertare se la causa della formazione delle placche è dovuta a una infiammazione delle coronarie, e se è possibile fare un trattamento farmacologico per attenuare tale infiammazione.
– se è possibile che sia un problema genetico, come posso accertarlo?
– c’è in Italia un centro di ricerca presso cui accertare qual è il motivo della formazione di queste placche, qual è la loro composizione e qual è la terapia più efficace per combatterle?
– ho sentito parlare di OCT (tomografia a coerenza ottica) o di IVUS, sarebbero esami indicati nel mio caso?
– quali sono i farmaci da tenere in casa per far fronte ad una eventuale situazione di emergenza?
(sono in terapia anche con crestor 10 mg 1cp/sera e corlentor 5 mg 1 cp/mattina e 1 cp/sera e 1 cp/sera di pantoprazolo 20 mg come protettore gastrico – sono portatore di ernia jatale)
grazie
saluti
Franco Perrone

dolore allo sterno

Salve Dott. sono un ragazzo di 33 anni sposato con 2 figli e pratico nuoto 3 volte alla settimana.
Da tempo ho iniziato ad avere dei strani sintomi al centro del petto, che vanno da una sensazione di peso oppure brucciore più che dolore mi danno fastidio perchè mi preoccupano, il mio medico dopo avermi fatto fare una serie di esami lo ha classificato ad un problema di stress o da reflusso.
Quest’utlimo anno ho eseguito circa 8 ECG, 2 ECOCOLORDOPPLER, HOLTER 24 ORE, E 2 VISITE SOTTO SFORZO, ECOTRONCHISOVRAORT. CON TEST DA SINDROME DI PRESSIONE TORACICA E RX TORACICA, ed esame del sangue tutte queste visite hanno dato esito negativo. Lei penserà allora perchè mi domanda se tutti questi esami sono negativi, il problema e che non riesco a darmi pace sul tipo di problema perchè nessuno mi fà una diagnosi precisa lei che pensa? puoi consigliarmi ulteriori visite per escludere eventuali patologie cardiache oppure QUELLE CHE HO ESEGUITO POSSONO BASTARE, può classificarlo con un altro nome?

colesterolo basso e trigliceridi bassi

Salve, ho appena ritirato le analisi del sangue che riportano, oltre a tutti i valori nella norma, i valori del colesterolo (mg/dl 150 – 200) pari a 134 e i trigliceridi (mg/dl 50 – 170) pari a 37. HDL è nella norma perchè dovrebbe essere maggiore di 45 mg/dl ed il mio valore è 74. Dovrei consultare un medico? Non mi era mai capitato prima e non ho mai avuto problemi cardiovascolari. Ho 32 anni e mi sto sottoponendo ad un check up generale perchè io ed il mio compagno pensavamo di avere un figlio, potrebbe essere pericoloso? Grazie per l’attenzione.
Maria Di Febo