La morte cardiaca improvvisa …….. un evento reversibile
Il nostro cuore è una piccola meravigliosa pompa, in grado di contrarsi 80/100 mila volte al dì, 2 miliardi e mezzo di volte in 80 anni, facendo circolare 2.000.000 di ettolitri di sangue che garantiscono un costante apporto di ossigeno e nutrimento ai tessuti del nostro organismo per tutta la vita.
Come tutte le macchine può essere soggetto a deterioramento, con sua disfunzione o anche a rottura improvvisa che ne determina l’arresto con il conseguente decesso del paziente.
2014
LA RETE DELLA RIANIMAZIONE CARDIORESPIRATORIA
Già da molti anni sono nati progetti territoriali che prevedono il posizionamento dei defibrillatori in punti strategici quali aeroporti, strade, supermercati.
Questo ha consentito il ricorso alla defibrillazione precoce nell’arresto cardiaco riducendo enormemente i tempi di arresto cardiocircolatorio e quindi di anossia tessutale.
La loro minimalizzazione è fondamentale non solo per salvare la vita del paziente, ma anche per preservare le sue funzioni neuropsicologiche che garantiscano un recupero integrale ad una vita lavorativa e di relazione. Si calcola infatti che per ogni minuto di arresto cardiaco si perda circa il 10% delle possibilità di recupero funzionale cerebrale fino alla cosiddetta morte cerebrale dopo circa 10 minuti.
Per evitare il danno intellettivo e fisiologico da ipossia è quindi necessario l’utilizzo precoce del defibrillatore e, se questo non è immediatamente disponibile, attuare il massaggio cardiaco per mantenere un minimo di perfusione.
Progetto di defibrillazione precoce sul territorio di Cesena
OBBLIGO DELLA PRESENZA DEI DEFIBRILLATORI NELLE SOCIETÀ SPORTIVE
Il Ministro della salute, Renato Balduzzi, di concerto con il Ministero dello Sport, Piero Gnudi, ha firmato il decreto ministeriale, del 24 aprile 2013 (G.U. Serie Generale n. 169 del 20/7/2013), “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”. L’adozione del decreto era prevista dall’articolo 7 comma 11 del decreto Salute e sviluppo del 2012 (d.l. 13/9/2012 n. 158).
Le società sportive dilettantistiche e quelle sportive professionistiche devono dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio. Gli oneri sono a carico delle società, ma queste possono associarsi se operano nello stesso impianto sportivo, oppure possono accordarsi con i gestori degli impianti perché siano questi a farsene carico.
Il decreto ministeriale contiene linee guida dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo del defibrillatore. Dovrà essere presente personale formato e pronto a intervenire e il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante.
E’ possibile contattare ASSOCUORE (info@assocuore.net) per ottenere tutte le necessarie informazioni relative ai corsi e all’acquisto dei defibrillatori.