Buongiorno. Uomo,51 anni, no familiarità per eventi cardiocerebrali, fumatore (20 al dì)sino al primo evento. Descrivo sommariamente la mia situazione : ho avuto un IMA inferolaterale a 29 anni, stent cardiaco a 44 anni e nel 2013 a 49 anni un ictus*. Prove da sforzo negative ( circa 180/200 watt di sforzo senza nessun problema), cammino circa 7/8 km-giorno x 4/5 gg a settimana, nella mia vita ho sempre fatto attività sportiva, no diabete, colesterolo sottocontrollo,LDL sotto gli 80 mg/dl, 172 cm x 83 kg. La mia terapia attualmente è : congescor 1.25 (metà pasticca), cardirene 160, plavix 75, crestor 10,ramipril 2.5 (metà pasticca). La mia domanda è la seguente: ” dopo l’ultimo evento, mi hanno prescritto a vita la doppia antiaggregazione plavix 75 (farmaco aggiunto dopo ictus) – cardirene 160 (già assunto in precedenza), secondo lei è corretta (rischi-benefici accettabili) oppure sarebbe il caso di valutare la diminuzione a 100mg. del cardirene per limare un pò i rischi emorragici ?
” Al solo fine di integrare le informazioni riportate; * circa 3o gg. prima dell’ictus, mi vennero aggiunti (con dose più alta dell’attuale)il ramipril con dose 5mg e congescor 1,25 mg. (farmaci che prima non prendevo) Ora la mia seconda domanda è ” è possibile che l’eccessiva diminuzione pressoria notturna (causata dai farmaci presi di sera), abbia innescato l’ictus*, avvenuto durante il risveglio quando ero nell’immediatezza di alzarmi dal letto ? ” Grazie del suo tempo e della sua cortesia. Buon lavoro.